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E' un percorso artistico e culturale in continua evoluzione quello di Grota. Un percorso che si fa sempre più autorevole, dimostrando con il passare del tempo capacità di aggiungere qualcosa in più all’analisi dei temi affrontati e al bagaglio tecnico maturato in trent'anni di attività. Dal suo “osservatorio” nel borgo di Predappio Alta - paese dove Franco Gianelli vive e lavora - l’artista Grota porta avanti un discorso espresso con le forme e con i colori, cercando vie di innovazione in coerenza con quanto elaborato fino ad oggi. Se si guardano i quadri realizzati dopo la soglia dell’anno Duemila, ad esempio, appare immediatamente come questi riescano ad esprimere concetti e a trasmettere sensazioni differenti rispetto a quelli nati un decennio prima, mantenendo comunque una chiara linea di successione. L’identità pittorica, scandita dall'uso di colori vivi, dai contrasti netti e dagli elementi ben distinti, è la stessa ma la profondità di analisi e di interpretazione della realtà appare maggiore, più sottile e penetrante. Lo sguardo può entrare nelle tele attraverso diverse chiavi di lettura e ogni volta che indaga, o vi ritorna, trova nuovi segni, nuovi spunti di riflessione, nuove emozioni, nuove inquietudini. Il primo livello d'impatto è determinato dall'uso del colore, deciso nelle differenze e nei tagli di scena, che viene usato volutamente per distinguere e per rendere chiare le posizioni sulla tela. Così come una forte capacità di attrazione è esercitata dalle sequenze che si rincorrono nelle cornici disegnate, un tempo prevalentemente istoriate con simboli (numeri, lettere, palme, case, dita, personaggi, frutti, cuori, candele, astri) ed oggi caratterizzate da volti e da segni, pur non abbandonando l’elemento simbolico. Ogni opera è una porta d’accesso dalla quale si possono imboccare più strade che fanno vibrare le corde interiori dell'anima: mettono a nudo i sentimenti, differenziano i valori dalle ipocrisie, sintetizzano situazioni come nessuna descrizione letteraria, scritte o verbale, sarebbe in grado di fare. Si può entrare dentro ai quadri seguendo l’attrazione, e a volte disorientamento, esercitato dagli sguardi proiettati da volti compositi e orientati in piani differenti (di fronte e di profilo) oppure rimanendo come sospesi nelle atmosfere paradossali che avvolgono situazioni dove sono collocati personaggi e animali in pose statiche. La vena artistica di Grota è intrisa di genuinità e nasce da un modo tutto personale di vedere ed interpretare le vicende, le cose e le persone. Egli disegna quello che vede e che percepisce guardando la realtà, senza mediare il risultato pittorico con particolari filtri. E i suoi occhi osservano i nostri giorni, partendo dal suo paese e dalla sua famiglia, per parlare però della complessità della società attuale. I suoi quadri, siano esposti in una galleria cittadina o nell’antica cantina dei vignaioli del borgo collinare, parlano allo stesso tempo della Romagna e del Mondo. Nelle tele si animano i sentimenti buoni e quelli cattivi, l’impegno e l’indifferenza, le emozioni e l’apatia, la tristezza per le brutture dell’animo umano e la speranza per il futuro. Quello di Grota è un percorso artistico in progressiva evoluzione che ci parla dell’oggi, con semplicità e schiettezza, accendendo i riflettori sugli stati d'animo del presente.


Mario Proli

 

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Grota Studio - martedė 07 settembre 2010 - Credits